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Progetti: casa famiglia per minori in situazione di disagio

Struttura residenziale a carattere comunitario di tipo residenziale di tipo familiare caratterizzata dalla convivenza di un gruppo di ragazze adolescenti minorenni con un’equipe di operatori professionali che svolgono nei loro confronti una funzione educativa. La casa famiglia sarà ubicata nel Comune di Tortona.

Bisogno
Avere una famiglia che si prenda cura dei membri che la compongono, soprattutto se minori, è un diritto sancito di tutte le convenzioni internazionali e della legislazione italiana. Invece per molte bambini, questa famiglia non esiste e lì dove esiste spesso non e adeguata a prendersi cura dei figli per diversi motivi.

I ragazzi possono essere soggetti a diversi tipi di disaggio, trascuratezza, abbandono, maltrattamento. Alcune volte, bastano i consigli ai genitori sulle cure da dare loro, sul modo di relazionarsi, sull’organizzazione della dinamica familiare. In altri casi si rende necessario l’allontanamento del minore dal nucleo familiare, non solo per salvaguardare la sua integrità fisica, ma anche psicologica.

I ragazzi hanno bisogno di un ambiente sicuro, accogliente che gli permetta di sviluppare le capacità proprie della loro età.

Il progetto al seguito presentato si propone di costruire con l’organizzazione di una casa famiglia un ambiente sicuro per delle ragazze in situazione di disagio.
Utenza
Ragazze adolescenti (14/18 anni ) italiane e straniere in situazione di abbandono, trascuratezza o maltrattamento
Obiettivi
  • L’obiettivo più importante della casa famiglia sarà senz’altro il favorire il rientro in famiglia delle minori affidate , oppure quello di aiutare il loro inserimento in una famiglia affidataria.
  • Ofrire alle ragazze un ambiente sicuro ed accogliente che soddisfi in loro bisogni fondamentali e che stimoli la loro emotività e creatività. La casa sarà quindi una comunità protetta.
  • Offrire uno spazio per l’elaborazione dei conflitti intrapsichici dei minori in situazione di disaggio
  • Offrire ai genitori sostegno nei loro compiti genitoriali
Programma
La casa funzionerà come una comunità educativa dove ciascuna minore, tramite l’operatore di riferimento avrà un progetto educativo individualizzato
Le attività della casa famiglia saranno organizzate seguendo il normale ritmo di vita e quotidiano delle ragazze
Ogni una di loro avrà un operatore di riferimento che sarà l’incaricato davanti l’equipe del progetto educativo della ragazza
Nel programma individualizzato di ogni minorenne, ci dovrà essere la frequenza alla scuola , ai servizi sanitari quando sia necessario ed alle strutture per il tempo libero del territorio.
oltre che l’orientamento all’inserimento lavorativo
Risorse strutturali
Per realizzare il progetto è necessaria una casa con diversi spazi individuali ed alcuni collettivi che facilitino la socialità delle degli operatori. Per ogni ospite deve essere previsto un posto letto in una stanza spaziosa, areata dove possa avere la necessaria privacy e dove le ragazze possano tenere i proprie cose e sia permesso a ciascuna la personalizzazione del proprio posto.

Inoltre occorrono gli spazi destinati alla cucina dove, oltre agli operatori che saranno occupati nella preparazione dei pasti, ci sia lo spazio sufficiente perché anche le ospiti possano collaborare quando eventualmente, come parte delle attività sia interessanti insegnarli a preparare diverse ricette ed organizzare la cucina e l’alimentazione.
Anche gli spazi collettivi dove effettuare le attività per il tempo libero sono importanti, quindi la casa dovrà avere anche quelli. Se non è possibile avere una sala o un salotto, la sala pranzo dovrà essere abbastanza ampia e comoda.
In forma separata, ci dovrà essere una stanza per l’operatore che deve effettuare la sua presenza serale. In questa stessa stanza ci dovrebbe essere uno spazio dove possano dei documenti o altre cose un po’ delicate sia delle ospiti sia degli operatori (un armadio a chiave ad esempio):
Risorse umane

1 responsabile del progetto: sarà il presidente della cooperativa Proficua che è il legale rappresentante
1 responsabile della casa. Un educatore professionale.
2 educatori professionali ( un maschio e una femmina ) che devono essere sempre presenti.
1 psicologo.
1 assistente sociale.

Nell’equipe devono essere presenti operatori di sesso maschile e femminile italiani e stranieri onde preservare il carattere interculturale ed anche la possibilità per le minori di confrontarsi con modelli maschili e femminili e con adulti appartenenti alla cultura italiana ed anche a quelle degli adulti della loro propria comunità di origine nel caso di ragazze straniere.

Al personale destinato alla gestione della casa, saranno affiancati dei volontari e dei tirocinanti delle scuole per educatori professionali, per assistenti sociali e per psicologi . Con queste scuole la cooperativa Proficua ha già effettuato delle esperienze di tirocinio perché dei suoi soci ed operatori sono docenti universitari e/ o docenti tutor di tirocinio di scuole professionali del settore.

Piano finanziario
  • Si intende promuovere la firma di convenzioni con il Consorzio CISA ( dei Comuni della Zona) con i Comuni di Milano, Genova, Pavia ed altri per l’affido delle minori.
  • Si intende promuovere l’accordo con la Fondazione del banco Alimentare al fine di ottenere la donazione del cibo.
  • Si intende organizzare eventi culturali con la finalità de effettuare raccolte finanziamenti per le spese del progetto.
  • Si intende infine, partecipare ai bandi di concorso per progetti effettuati da enti locali, governo, Unione Europea e Fondazioni varie.
NEWS

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